IL TERRARIO FAI DA TE
/ PULISCI FACILE / DA ARREDAMENTO
Premessa
Questo tipo di terrario è adatto per chi desidera arredare
in modo suggestivo un angolo della propria casa garantendo, al contempo, un
facile e veloce lavoro di pulizia all’interno.
Sia chiaro che un lavoro del genere non vuol in alcun modo
essere una strada per dire che gli animali da terrario debbono
esclusivamente “arredare” la casa. Quando però si trova il modo di
conciliare le proprie passioni con un qualcosa che può far bella mostra di
sé senza privare gli animali delle loro esigenze, beh… allora perché no?
Nel mio caso in questo terrario dovranno vivere delle
tartarughe baby durante il periodo invernale, ossia per tre o quattro mesi.
E’ consigliabile infatti non lasciare andare in letargo le baby durante il
primo anno di vita onde permettere loro di irrobustirsi ed affrontare l’anno
successivo in piene forze.
L’economicità di questo lavoro sta soprattutto
nell’utilizzare soltanto una normale lampadina ad incandescenza per il
riscaldamento e per l’illuminazione ed eventualmente una serpentina
riscaldante “fatta in casa”. Questo in virtù del fatto che le piccole
vivranno in questo modo solo per un breve tempo. Esse riescono comunque a
mangiare e a crescere ugualmente. A primavera tutte all’aperto! Con un po’
di fantasia, creatività e con l’aggiunta di alcuni altri dispositivi (neon a
raggi UVB, termometri, lampade spot, igrometri, ecc.) un lavoro del genere
può essere usato anche per lunghi periodi o per altri rettili o anfibi
garantendo un normale comfort agli stessi. Se necessario è possibile pure
adeguare una serratura ai vetri così che nessuno possa scappare.
La “novità” di questo tipo di terrario sta nel fondo. Ossia
questo è completamente estraibile e consente una facile e completa opera di
pulizia quale che sia il materiale usato per il pavimento: ghiaia, sabbia,
tutoli, corteccia ecc. Ovviamente, dovendo estrarre il fondo, durante la
pulizia gli “inquilini” dovranno essere momentaneamente prelevati e posti da
un’altra parte. Niente di più facile in caso di tartarughe, ma se si
dovesse operare con altri rettili, beh… ognuno si faccia i propri conti.
Materiali usati
-
Fondo in plastica (vedi vari
tipi spiegati successivamente)
-
Compensato (da far tagliare
delle misure desiderate)
-
Vetri per coperchio e
frontale
-
Fogli di polistirolo di
almeno 2 cm di spessore
-
Vernici (o tinte per muri)
all’acqua con possibilità di più colori secondo i gusti
-
Uno o più vasetti in
plastica
-
Profilato ad “U” in ferro o
alluminio da 1 cm
-
Viti da legno
-
Silicone
-
Chiodi da 6 cm
-
Canterini o listelli in
legno
-
Un pennello
-
Almeno 2 Kg di colla per
piastrelle tipo Kerakoll
-
Ghiaietta o altro materiale
per il fondo (secondo i gusti e le necessità)
-
Cocci di vasi in terracotta
per i rifugi
-
Due pomellini in legno
-
Due piattini in terracotta
per cibo e acqua
-
Una bomboletta di
poliuretano espanso
-
Due pezzetti di rete per
assicurare le prese d’aria
-
Un taglierino tipo Cutter
-
Una lampadina da 25 W e
relativo portalampada con cavetto
-
Due cerniere per lo
sportello superiore
-
Un cavetto riscaldante
-
Del comune cavetto elettrico
-
Un filo di ferro della
lunghezza di circa 50 cm
-
Tre rettangolini di legno
per il cavetto riscaldante (come spiegato in seguito)
-
Vernice impregnante
all’acqua color noce per le pareti esterne
Costruzione
Si prenda un contenitore in plastica, per esempio il comune
fondo delle gabbiette per canarini o similari. Si trovano in commercio
contenitori in plastica di vari colori e dimensioni, soprattutto in
relazione alla specie da inserire. Questo sarà il fondo del terrario.
Anche una normale bacinella quadrata o rettangolare (magari con il bordo
abbassato di qualche centimetro) potrà servire allo scopo. Oppure è
possibile, per chi ha la necessità di avere delle misure ben precise perché
deve, ad esempio, inserire il tutto in un mobile (come per me), è possibile
fare il fondo in plexiglass (disponibile in vari colori) con i bordi
ripiegati verso l’alto di almeno 3-4 cm. Il plexiglass è sicuramente meno
economico, ma c’è il vantaggio di poter avere le misure desiderate. Nel
mio caso il fondo è in plexiglass di color marrone scuro con i bordi alti 3
cm. Ho trovato questo materiale e l’ho fatto ripiegare da una fabbrichetta
vicino a casa mia che costruisce insegne pubblicitarie. Vedi disegno.
A questo punto si procede costruendo il terrario “attorno”
al fondo scelto. Può risultare verticale od orizzontale a seconda delle
necessità, il mio è orizzontale.
Le pareti sono in legno. Sarebbe meglio utilizzare dei
fogli di legno grezzo e quindi massiccio per evitare eventuali odori di
resine o colle tossiche, ma è comunque possibile usare anche del comune
compensato in quanto gli animali non saranno mai in alcun punto a diretto
contatto col legno.
Io ho scelto del compensato da 12 mm di spessore ed ho
assemblato le tre pareti laterali in modo che il fondo in plexiglass
entrasse “di misura” al loro interno. L’altezza delle pareti laterali
dipende, come già detto, dalle particolari necessità della specie: per
delle tartarughe baby potranno essere relativamente meno alte, mentre ad
esempio per un’iguana dovranno avere sicuramente un’altezza più importante.
Il lato che risulterà poi essere quello frontale rimane per
il momento aperto, in seguito verrà chiuso con un vetro.
A questo punto è necessario assemblare/avvitare un secondo
fondo anch’esso in legno che leghi insieme le tre pareti laterali. Finora
si è costruito una specie di parallelepipedo coricato senza il coperchio e
senza la parete frontale. Vedi fig. 1.
Il fondo in plastica o plexiglass deve entrare nella
struttura in legno con una tolleranza di circa ½ cm a destra e ½ cm a
sinistra. Deve poi andare ad appoggiarsi per tutta la sua lunghezza sulla
parete posteriore. Anteriormente deve entrare nella struttura di una misura
pari almeno allo spessore del legno stesso (vedi fig. 2 , particolare A).
Ora si deve sollevare il fondo plastico dal fondo ligneo di
un’altezza che consenta il comodo passaggio di una mano, cioè almeno 6-8 cm.
Per farlo si utilizzino dei canterini o listelli di legno a sezione
quadrata o rettangolare che dovranno essere soltanto appoggiati sul fondo in
legno. Il fondo in plastica poggerà sui canterini. Vedi fig. 2.
Ora si prenda una striscia di legno (o compensato) da
inserire frontalmente alta di una misura tale che vada a coprire i
canterini e il bordo del fondo in plastica. Vedi fig. 3.
La striscia entrerà nella struttura rimanendo a filo con
essa in quanto prima avevamo lasciato lo spazio frontale per poterlo fare.
Essa deve essere fissata saldamente ma deve pure essere di facile e veloce
smontaggio. Io ho praticato quattro fori nelle pareti laterali
prolungandoli fin dentro la striscia e vi ho inserito quattro comuni chiodi
di opportuna lunghezza e diametro. Sfilare i chiodi è facile e veloce e la
striscia viene via comodamente. L’aggiunta di un pomello anteriore può
facilitare l’estrazione e migliorare anche l’estetica (vedi ancora fig. 3).
Un sistema del genere permette di estrarre facilmente il
fondo in plastica:
-
si smonta la striscia
frontale in legno sfilando i chiodi.
-
si tolgono uno ad uno i
canterini in legno.
-
il fondo in plastica scende
verso il basso fino ad appoggiarsi sul fondo in legno e può essere
estratto per le pulizie del caso.
Ora è necessario montare la guida per il vetro frontale.
Questo dev’essere anch’esso smontabile, per l’esattezza estraibile
dall’alto, così da poter effettuare eventuali piccole manutenzioni
all’interno. Inoltre, il vetro può essere facilmente sostituito in pochi
secondi da una rete o griglia metallica. In questo modo le baby potranno
ricevere il sole direttamente, magari ponendo il tutto di fronte ad una
finestra aperta o su un balcone nelle ore più calde delle giornate autunnali
o primaverili particolarmente soleggiate.
La guida per il vetro l’ho costruita in ferro utilizzando
un piccolo profilato ad “U” delle dimensioni di 1 cm per 12 mm e l’ho
montata/saldata come da fig. 4.
La guida va fissata con le quattro viti alle pareti laterali
e va tenuta leggermente sollevata dalla striscia frontale in legno. La
guida deve anch’essa entrare nella struttura ed essere a filo con le pareti
laterali.
Il vetro, ovviamente, scorrerà nella guida fino a poggiare
sul lato orizzontale della stessa.
Ora è possibile installare anche il vetro che fa da
coperchio/sportello. Questo sarà anch’esso totalmente in vetro garantendo
il massimo apporto di luce e pure una miglior veduta di ciò che c’è
all’interno. Questo sarà corredato di apposite cerniere incollate con
silicone sul lato vetro e fissate con viti sulla parete posteriore in legno.
Sarà quindi completamente apribile per consentire le normali operazioni
quotidiane: somministrazione cibo, acqua ecc.
Il terrario è arrivato al punto che si vede in fig. 5.
Fin qui la parte costruttiva vera e propria. Ora bisogna
abbellire le pareti interne e il fondo.
Iniziamo con le pareti creando una finta roccia.
Si rivestano internamente i tre lati verticali con un foglio
di polistirolo di (o similare) di almeno 2 cm di spessore incollandolo con
silicone e una vite qua e là per maggior sicurezza. Senza badare di
effettuare un lavoro troppo preciso si aggiungano un po’ a caso e sempre
incollati (o avvitati) degli altri pezzi irregolari di polistirolo. Si può
pure arricchire il tutto usando una bomboletta di poliuretano espanso (o
schiuma espansa) negli angoli e a caso sulle pareti per creare un effetto
roccia migliore.
Tutti questi passaggi vanno effettuati con il fondo in
plastica montato. Sarà necessario infatti creare una sorta di sede nel
polistirolo in modo tale da permettere sempre ai bordi del fondo di
inserirsi dietro al polistirolo. Quest’ultimo dovrà quasi totalmente
coprire anteriormente il bordo lungo tutti i tre lati interessati giungendo
fin quasi a toccare il fondo in plastica. E’ importante che non venga
toccato il fondo per questioni di igiene, ed è importante anche che la parte
inferiore terminale del polistirolo sia marcatamente obliqua. Questo
particolare impedirà agli animali di sporcare la parete, di arrampicarsi con
rischi di capottamento (stiamo parlando di tartarughe, il discorso,
ovviamente, non è valido per altri rettili o anfibi) e verrà pure aumentata
la superficie calpestabile del terrario. Vedi fig. 6.
A rivestimento ultimato si deve scavare il polistirolo e
sagomare il tutto a piacimento. Lo scopo finale è quello di creare delle
pareti che diano un senso di vera roccia.
Nelle tre fotografie seguenti si può vedere la sequenza
delle prime fasi di montaggio.
Sulle pareti a metà altezza ho poi fissato tre vasetti in
plastica (nei quali inserire vere piantine o anche solamente finte) che ho
opportunamente mimetizzato con un po’ di schiuma espansa. Con le pareti
così rivestite si può procedere col lavoro.
E’ necessario procurarsi della comune colla per piastrelle
(io ho usato quella di tipo Kerakoll). Dopo averla giustamente diluita con
acqua (le istruzioni per le dosi sono specificate sulla confezione) si
procede cospargendola sulle pareti con un pennello o con le mani
direttamente.
Dopo alcune ore, dopo l’indurimento della colla, il lavoro
si presenta così:
Ora è necessario dipingere le pareti preoccupandosi di usare
esclusivamente colori atossici come ad esempio all’acqua. Le varietà di
sfumature si creano a piacimento: grigio, verde, sabbia, senape, marrone,
arancio ecc. Vedi foto:
Posso consigliare di dare inizialmente un fondo di grigio
scuro. Prima che questo asciughi completamente si possono fare delle
piccole macchioline con i colori su citati. Subito dopo con il pennello si
possono sfumare le varie macchioline sopra al grigio.
Passiamo ora al fondo. Ognuno può usare quello che meglio
crede anche in relazione alla specie che verrà inserita nel terrario. In
ogni caso è garantito il contenimento di eventuali liquidi ed è di facile
pulizia. Io ho usato dei sassolini variatamente colorati e arrotondati del
diametro medio di circa 0,8-1,5 cm reperiti in spiaggia durante le vacanze.
Dovendo inserire delle tartarughe baby ho scelto dei
sassolini del genere perché non potrebbero essere ingeriti e perché
obbligano le bestiole a fare perennemente una salutare ginnastica. Inoltre
sono facilmente reperibili, a costo zero, lavabili e, affiancati alla finta
roccia, presentano decisamente bene.
In un angolo ho poi disposto alcuni cocci di vasi di
terracotta capovolti che fungono da rifugi.
Ho inoltre inserito due piccoli sottovasi quadrati
(anch’essi di terracotta) profondi pochi millimetri per il cibo e per
l’acqua.
Nei vasetti fissati alle pareti ho inserito delle piantine
di mio gusto preoccupandomi di non farle toccare terra così da non essere
mangiate. La presenza di piante vere e di terra umida garantisce pure un
certo grado di umidità all’interno del terrario. E’ possibile ed anche più
comodo inserire anche solo delle piantine finte, l’effetto è comunque
garantito ugualmente.
Ho poi fissato un punto luce/riscaldamento a mezza altezza
sulla parete di destra, e ho mimetizzato anch’esso con schiuma/colla/vernice
all’acqua. Vedi foto.
Io uso esclusivamente una lampadina ad incandescenza da 25 W
smerigliata (o opaca) in quanto ho la possibilità di esporre il terrario sul
lato sud soleggiato della casa per tutta la giornata. So che essendoci il
vetro i raggi UVB necessari non raggiungono le bestiole, ma trattandosi di
un uso, per me, prettamente invernale (e quindi di pochi mesi) ho visto che
le piccole superano brillantemente il breve periodo. Allo stesso modo
possono essere mimetizzati, nei punti ritenuti idonei, eventuali neon,
lampade spot e altro, nonché i cavetti per la loro alimentazione.
Ho ancora montato un cavetto riscaldante dal basso e l’ho
posizionato in direzione della lampadina. E’ stato comodamente inserito
nell’intercapedine vuota sotto il fondo in plastica. Chiaramente il cavetto
riscaldante sarà solamente appoggiato nell’intercapedine e dovrà essere
estratto al momento dello sfilo del fondo plastico. Il filo di
alimentazione del cavetto arriva dal retro, dove ho fatto un piccolo foro
per permetterne il passaggio.
In questo modo la zona di destra risulta essere la zona
calda e la zona di sinistra quella fredda.
Ho praticato poi due aperture di 8 X 8 cm per la
circolazione dell’aria. La prima è sulla parete posteriore in basso a
sinistra e la seconda è sulla parete laterale destra in alto. Ho fissato
con viti su di esse un quadratino di rete metallica con maglia da 1 X 1 cm
per evitare fughe.
Infine ho dato una leggera mano di impregnante color noce
all’acqua sulle pareti esterne di compensato.
Il risultato finale è questo:
COSTRUZIONE DELLA SERPENTINA
RISCALDANTE
Innanzitutto occorre procurarsi un cavetto riscaldante.
Avendo personalmente un passato da elettricista so che esistono dei comuni
cavetti elettrici della sezione di 1,5 mm e lunghi all’incirca 1 m usati per
evitare problemi di condensa nelle caldaie a gas. Non sono assolutamente
pericolosi e si possono tranquillamente maneggiare anche quando sono
collegati alla rete elettrica e dopo pochi minuti raggiungono una
temperatura comunque sempre sopportabile dalla pelle.
Dopo averne acquistato uno in un centro assistenza per
caldaiette a gas (costo circa 8 Euro) mi preoccupo di arrotolare lo stesso
su un filo di ferro (si trovano anche fili di alluminio) della sezione di
circa 2 mm. Occorrerà ora far assumere al tutto una vera e propria forma di
serpentina, come da figura seguente.
Sarà ora necessario fissare la serpentina con del silicone o
con dei comuni chiodini (facendo attenzione a non tagliare o incidere il
cavetto) su un rettangolino di legno di una misura che gli consenta di
entrare nell’intercapedine vuota fra un canterino e l’altro. Anche i due
piedini in legno dovranno essere opportunamente dimensionati per far sì che
il tutto entri nell’intercapedine. L’immagine seguente dovrebbe chiarire
ogni dubbio.
Una serpentina del genere, dimensioni 15 x 15 cm circa,
associata alla lampada, garantisce una temperatura nella zona interessata di
27-32° C costante.
MISURE DEL MIO TERRARIO:
-
Compensati: (spessore 12 mm)
-
parete destra e sinistra:
43 cm (altezza) X 42,5 cm
-
parete posteriore: 43 cm
(altezza) X 60 cm
-
striscia frontale: 11 X 60
cm
-
fondo: 41,3 X 60 cm
-
Fondo in plexiglass: fondo:
59 X 40 cm - bordi: 3 cm
-
Vetri: coperchio: 62,5 X
42,5 cm - Frontale: 59 X 30 cm
Costo approssimativo finale totale: 90 Euro.
Se si considera che il solo fondo in plexiglass mi è costato
35 euro si può affermare che la costruzione di un terrario del genere è
piuttosto economica visti i prezzi nei negozi. Utilizzando infatti un altro
contenitore plastico la spesa viene notevolmente ridotta.
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guida è stata trovata su internet se ci fossero problemi di protezione o
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sarà nostra premura eliminare tutto., grazie
Mi raccomando usate la testa !!!
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