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La pirateria satellitare in Italia
By Thomas Salerno


Le TV Digitali Satellitari basano il loro sistema di trasmissione sullo standard DVB, uno stream Audio/Video digitale in forma compressa. Le PayTV, in particolare, codificano questo stream mediante sistemi di criptazione (Irdeto, Seca, Viaccess, NDS, ecc.); per la decodifica dello stream criptato e la relativa messa in chiaro della trasmissione, non basta avere un Decoder Digitale, ma occorre anche un Modulo di Accesso Condizionato (CAM) che con un apposita Smartcard permette la visione. In pratica la combinazione CAM-Smartcard operano sulla decriptazione.'.

Inizia così Wafer4Dummies, uno dei testi in italiano di 109 pagine scritto da Klontz che descrive passo passo cosa serve per ricevere una trasmissione via satellite in chiaro con l'uso di una scheda pirata. Ma non solo: Wafer4Dummies, giunto ormai alla terza edizione qualche giorno fa, si occupa anche di spiegare i segreti dei sistemi di codifica più usati in Italia, dell'hardware in commercio, delle sue caratteristiche e del relativo funzionamento; si tratta di una vera e propria 'bibbia', intesa come testo di riferimento per l'hacking satellitare in Italia. Ovviamente, non è tutto: in questo testo sono inclusi altri documenti, consultabili al termine dei capitoli più impegnativi per chi vuole saperne di più (semmai ve ne fosse bisogno): si va dalle discussioni fra i maggiori esperti dell'argomento su forum ad altri file di testo dall'approccio più ostico, fino ai manuali di alcuni programmi.

Ma il panorama dei documenti dedicati al materiale satellitare in Italia non si esaurisce qui: replicati in una quarantina di siti, molti dei quali godono di una popolarità da far impallidire chiunque, esistono un centinaio di documenti che nulla hanno a che fare con Klontz; scritti da appassionati pirati che vogliono aiutare chi per primo si avvicina alla 'materia' con finalità di 'studio', un centinaio di file trattano in maniera più approfondita le tecniche di programmazione delle schede, l'estrazione dei codici da un abbonamento regolare, il processo di analisi dei flussi di dati che passano fra il decoder e la smart card. Fra questi, un'altra enorme enciclopedia, riservata a chi ha conoscenze già avanzate, è senza dubbio l'imponente 'Prontuario del Seka' di IperSat.

Prima di addentrarsi in una materia che i media hanno spesso tralasciato per dare voce solo ad una decina di avvisi delle più famose Pay TV che annunciavano la fine della pirateria, occorre non pensare che la pirateria satellitare sia un fenomeno locale italiano, magari relegato alle zone più meridionali della nostra penisola; questa è una visione distorta della realtà: la pirateria dei sistemi di codifica satellitare più diffusi è ormai una pratica illegale diffusa in tutta Europa.

In questo reportage si farà riferimento a due soli sistema di codifica: SECA ed NDS, per una sola ragione: sono i sistemi di codifica principali usati dalle due Pay TV italiane: Tele+ e Stream, rispettivamente. Con questo ovviamente non vogliamo escludere che altri sistemi attuali, fra cui non possiamo non ricordare Irdeto e Irdeto2, o più vetusti, come il D2Mac, non siano o siano stati oggetto di pirateria: tutt'altro.

In realtà Canal+, in quanto leader europeo delle trasmissioni a pagamento via satellite, è l'avversario contro il quale la maggioranza dei pirati satellitari ha riversato i suoi sforzi: si tratta di una guerra commerciale che ormai entrambe le parti combattono a livello europeo. Così se il SECA è sicuramente il sistema di codifica più bersagliato di questi tempi, non dobbiamo comunque credere che gli altri vivano sonni tranquilli: ci sentiamo infatti di dire che, con una ragionevole approssimazione, il rapporto fra spettatori che vedono 'abusivamente' rispetto agli abbonati regolari di ogni pay TV è fisso.

Eccezion fatta per le MOSC, cioè le carte originali modificate, che necessitano di una ottima conoscenza delle procedure di lettura e scrittura dei dati per funzionare, esistono in commercio almeno tre tipi di carte pirata diverse: si tratta delle Wafer card (all'estero sono chiamate Piccard 1 o, più semplicemente, Piccard ndr), delle Piccard 2 e delle Fun Card. Sono quelle che molto più comunemente sono chiamate collettivamente 'schede pirata'. Tutte sono composte da un circuito stampato che collega una eeprom ed una pic, per poi terminare all'altro lato della scheda con i contatti che replicano fedelmente quelli di una scheda (smart card) originale. Le tre schede si differenziano fra loro per l'hardware che montano e, di conseguenza, per la memoria a disposizione 'on board'. Ognuna di queste tre schede ha un corrispettivo plastico, che cioè ha integrato i chip in modo che non siano estraibili fisicamente dal supporto: si tratta di supporti meno versatili ma certamente esteticamente più accurati; eccezion fatta per il logo della Pay TV non presente su Gold Card, Silver Card e Purple Card (rispettivamente), queste sono indistinguibili a occhio nudo da una scheda originale. Che siano in formato plastico o meno, sulle pic di tutte le carte vengono caricati i software che emulano le smart card originali mentre sulle eeprom occorre caricare i codici operativi veri e propri.

Per caricare software e codici su queste carte sono in commercio diversi tipi di programmatori. Il reperimento o la costruzione dell'hardware è una delle prime caratteristiche che la pirateria satellitare ha dovuto storicamente risolvere; ma oggi il problema non sussiste: per avere una card base in formato non plastico (la wafer card ndr) basta recarsi su uno fra i diversi rivenditori on line di elettronica (o a quello sotto casa ndr) e acquistarla in tutta tranquillità. Idem per il programmatore. Una Wafer Card è acquistabile on line a circa 15 mila lire ed il relativo programmatore a una quarantina di mila lire. Le card più evolute, con maggiore memoria a disposizione e che sono in grado di far girare software più complessi, dispongono anche di tool come i led che segnalano la ricezione di determinati comandi anziché altri e hanno un costo più elevato, che può raggiungere le 50-60 mila lire. E' d'obbligo segnalare come in questi casi il commercio di queste schede non sia affatto illegale (potrebbero essere destinate ad altri usi del tutto leciti) ma è illegale l'uso che se ne fa.

Per quanto riguarda i software il discorso cambia radicalmente: questi sono liberamente scaricabili da Internet. Ogni categoria di card ha una serie di software di emulazione da cui attingere che non è compatibile, in genere, con gli altri hardware. Questi software sono perfettamente inutili senza le chiavi operative aggiornate, ma per i più smaliziati esistono siti che mettono a disposizione software e codici aggiornati 'pronti all'uso' con periodicità e tempismo.

Discorso a parte va fatto per il commercio che ormai è diventato diffuso da parte del 'commerciante' di turno e che in genere, vende una scheda che costerebbe poche migliaia di lire ad una cifra che di solito si aggira sulle 100 - 150 mila lire. In genere è necessario pagare a queste persone anche una decina di mila lire ogni qual volta, in seguito agli aggiornamenti mensili o a attacchi da parte di Tele+ e Stream, i codici vanno aggiornati.

C'è da sottolineare una cosa: gli hacker satellitari non gradiscono affatto queste pratiche; le persone che si danno a questo tipo di commercio in genere sanno dove reperire file da caricare sulle schede 'già pronti' ma non come funziona il sistema di codifica e sono disprezzati dalla comunità che è in possesso delle conoscenze necessarie alla decodifica: 'commerciante' è una offesa vera e propria. Stando ad alcuni messaggi letti durante questo reportage, non sarebbero pochi i titolari di negozi - addirittura di rivenditori autorizzati - che effettuerebbero queste pratiche: da qui il nome; non siamo comunque stati in grado di verificare quest'accusa a cui va quindi dato il relativo peso. Sovente ci si imbatte in messaggi minatori da parte dei 'pirati' contro i 'commercianti' che, a ben vedere, non fanno altro che agire da parassiti traendo vantaggio economico da conoscenze che non hanno.

I veri pirati, per quanto la cosa possa sembrare assurda, deprecano anche chi non ha un abbonamento, seppur minimo, alla Pay TV che hackerano: per loro l'hacking della televisione via satellite è una sfida contro il GF (così viene chiamato in gergo chi trasmette, che sia Tele+ o Stream) oltre che, ovviamente, una pratica che permette loro di vedere anche i canali per cui non hanno pagato l'abbonamento.
Ma la raccomandazione a fare un abbonamento anche minimo ed il continuo esilio, verbale e pratico, dalla comunità di chi commercia o 'scrocca' senza pagare niente a Tele+ o Stream è molto di più che un atteggiamento di facciata: è una realtà che si perpetua nel tempo; il disprezzo verso 'commercianti' e 'lamer' da parte della comunità dei pirati satellitari è enorme e sfocia quasi sempre pubblicamente in scontro verbale e scherno. Chi è accolto a braccia aperte è invece la persona che si avvicina alla pirateria satellitare con l'intenzione di imparare: a quel punto chi ne sa di più viene sempre in suo soccorso, per aiutarlo in questa 'crescita'. Così, quando l'aspirante pirata avrà raggiunto la maturità e le conoscenze necessarie, potrà fare altrettanto e perpetuare il gruppo.

I pirati restano in contatto fra loro attraverso dei forum che cambiano indirizzo in genere diverse volte al mese, anche se questa è una considerazione che lascia il tempo che trova perché esistono forum in piedi da oltre un anno e mezzo. Per fare in modo che questi forum non vengano trovati tramite ricerche mirate su Google, Altavista e sui motori più comuni, i frequentatori cancellano le parole chiave dei loro messaggi: Seca diventa così S**a o S*C*, ad esempio. I frequentatori possono sempre accedere ai nuovi indirizzi dei forum costretti alla chiusura attraverso un fitto intreccio di siti Web (gli stessi che contengono i documenti a cui si faceva riferimento in precedenza ndr) che anche essi vengono chiusi con una assiduità impressionante ma che rinascono in fretta sfruttando i servizi di hosting gratuiti in giro per il mondo. La difficoltà nel reperire il nuovo indirizzo del sito (e dei forum di conseguenza) è minima perché questo viene caricato automaticamente dai servizi di redirect (in genere www.da.ru e www.tsx.ru) che, adeguatamente configurati dai webmaster dei siti in oggetto, reindirizzano alla nuova locazione della home page.


Ovviamente le Pay TV non stanno a guardare. Essendo ben a conoscenza del fenomeno, continuano a inviare a intervalli regolari sia gli aggiornamenti delle chiavi operative (ogni mese), che attacchi mirati (in genere in concomitanza delle partite di calcio più attese). Gli attacchi cercano sempre più spesso i bug dei software di simulazione caricati sulle pic delle card pirata in modo che queste rispondano in maniera sbagliata alle richieste inviate alla carta. Qualora questo avvenga (come ad esempio, durante il week end di Juve-Inter e Lazio-Roma) lo schermo si oscura e compare una eloquente scritta: 'please insert smart card'; si tratta dei famosi reset.

Questo è il panorama della pirateria satellitare: un panorama che deve indurre forzatamente a delle considerazioni. Anzitutto la battaglia commerciale fra pirati e Pay TV è sempre di più un affare che le due parti fronteggiano a livello europeo: il collegamento fra pirati francesi, spagnoli ed italiani è fitto ed inequivocabile. Vi è un continuo scambio di conoscenze da parte di queste comunità, accomunate dal sistema di codifica che vogliono mettere in chiaro. Da parte loro le Pay tv agiscono ormai con contromisure congiunte nei diversi paesi dove trasmettono: l'attacco alle schede pirata di Sabato 27 Ottobre è andato 'in onda' contemporaneamente sia sui decoder italiani che su quelli spagnoli.

Canal+ ha ormai reso pubblica la mossa che, nei suoi piani, dovrebbe mettere fine alla pirateria satellitare del SECA (il suo sistema di codifica proprietario con cui Tele+ trasmette in Italia e con cui le altre aziende del Gruppo trasmettono in Francia, Polonia, Spagna etc): nel 2002 verranno sostituite tutte le smart card originali degli abbonati; con ogni probabilità le nuove smart card non saranno facilmente 'leggibili', conterranno nuove istruzioni e una crittatura più drastica dei dati.

Cosa succederà non possiamo saperlo. Nel frattempo girano in Rete i primi file che mettono in chiaro NDS, il sistema di codifica di Stream. Non è quindi escluso che se diventasse impossibile tenere 'aperto' il nuovo SECA la pirateria si occuperà di riversare i propri sforzi su NDS per vedere attraverso il decoder Italtel di Stream gli stessi canali (per ora, interattivi esclusi) che sono disponibili con il Goldbox di Tele+.

Forse la pirateria in Italia subirà nei primi mesi del 2002 un duro colpo, ma credo che persino la comunità di cui abbiamo parlato se lo auguri, per fare in modo che il fenomeni torni di nicchia e allontani ogni speculazione commerciale.

In un primo momento stupisce vedere persone in possesso di abbonamenti Superpremium essere i più preparati ed attivi pirati satellitari di Tele+, ma forse è proprio in questa apparente contraddizione che vive questo fenomeno illegale.
Della pirateria satellitare ognuno dei lettori si sarà fatto una idea propria. Qualcuno penserà che si tratta di giovanissimi che vogliono vedere le partite della squadra del cuore, altri che si tratti di trentenni con l'hobby del cinema. Probabilmente, è di tutto un po'. E' inutile negare che anche le pellicole pornografiche costituiscono una buona attrattiva.

In ogni caso occorre sottolineare come questa pirateria presenti dei tratti che la distinguono da altri tipi di infrazioni del copyright o del diritto d'autore. Un pirata che copia un Cd certo non raccomanda agli altri di comprarne uno originale perché teme che l'artista o la Major vada in crisi e smetta di pubblicare la sua musica preferita.
Invece la pirateria satellitare si basa ormai su una comunità più responsabile e meno spiccia che comprende quanto sia necessario, per la sua stessa sopravvivenza, avere un 'nemico' (la Pay TV che bersagliano) in buona salute. Comprende anche che è necessario anche remunerarlo secondo le proprie possibilità. La pirateria satellitare nasce infatti per avere gratuitamente dei servizi aggiuntivi: si tratta certamente di una evoluzione del sistema.

Il commercio o la pirateria compiuta da chi non ha abbonamento resta infatti una deviazione piuttosto minoritaria della pirateria satellitare.

Occorre sottolineare anche che i costi bassissimi di noleggio dei decoder attuati da Tele+ e Stream incoraggiano decisamente ad abbonarsi anche solo per una questione puramente economica.

Per quanto riguarda l'offerta, in realtà le Pay TV sono costrette per questioni strategiche e di sviluppo a commerciare pacchetti preconfezionati di programmi e canali televisivi eterogenei ad un prezzo fisso, mentre l'utenza vorrebbe essere messa nella condizione di scegliere cosa vedere e di personalizzare il proprio abbonamento fin nei minimi particolari. Si tratta di due interessi e di due esigenze evidentemente conflittuali che la pirateria risolve - illegalmente - a suo modo, mettendo in chiaro non soltanto le Pay TV italiane, ma anche quelle straniere.

Si conclude così il nostro viaggio nella pirateria satellitare in Italia, un fenomeno del nostro tempo su cui ancora non si è detto molto e su cui in genere si parla a sproposito. Ho letto di programmi che aggiornerebbero le schede 'automaticamente via Internet', così come di schede pirata che funzionano da anni senza alcuna interruzione causata dalle contromisure di Tele+ e Stream. Niente di più falso: 'La scheda perfetta non esiste' è uno degli assiomi dei pirati satellitari, che proseguono: 'per questo dobbiamo studiare. Ci attendono tempi duri'.
Di certo le contromosse delle Pay TV sono enormemente più efficaci, mirate e frequenti che nel passato. Sarebbe falso sostenere che ogni attacco non è altro che una battaglia persa degli hacker: va sempre a segno e fa cadere la stragrande maggioranza delle card pirata.
Il coltello resta in mano alle Pay TV che convivono con la pirateria un rapporto di amore/odio. Già, anche amore: perché senza la pirateria probabilmente non ci sarebbe stata una diffusione così capillare di impianti satellitari in Italia in così breve tempo.

Ma c'e' un sospetto: che, dai cocci della sconfitta domenicale che fa saltare le visioni più pregiate, i pirati riescano sempre a reagire sviluppando schede più simili all'originale e, quindi, più evolute.

Almeno fino ad oggi.


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